16/11/2008

PECORINO SARDO

Pastori_sardi_20x20 Per i visitatori della Sardegna portarsi a casa una forma di pecorino sardo è quasi d’obbligo. Ma a parte la delizia del palato, vi siete mai chiesti da dove arriva, come viene fatto e come si consuma?

Il termine è abbastanza facile da individuare: viene lavorato con il latte di pecora e infatti in Italia esistono vari tipi di pecorino e ogni regione ha il suo.

Il pecorino sardo, a cui recentemente è stato riconosciuto il marchio DOP, ha una pasta bianca, compatta e a stagionatura variabile e possiamo classificarlo in due grandi tipologie: pecorino sardo dolce e pecorino sardo stagionato; mentre il primo ha un gusto assai delicato e mai piccante, il secondo ha un gusto particolarmente invitante ed è ottimo da grattugiare rendendo i primi piatti eccezionali.

In ultimo, per gli appassionati del nettare di Bacco, un consiglio: il pecorino sardo dolce è ottimo in compagnia del Vermentino sardo e della Monica di Sardegna, mentre quello stagionato si accompagna benissimo con il Cannonau, con il Mandrolisai, con il Carignano del Sulcis  e, per chi ha  il portafoglio capiente, con un ottimo Brunello di Montalcino.

Il dipinto di Piero Masia raffigura due pastori sardi  che lavorano il pecorino sardo

 

Il brano riprodotto qui sotto è di Benito URGU (ex Barritas)
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20/11/2007

SALARI BUCATI


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d9040af44b43e7324404b166502ee33c.jpgIl potere d’acquisto dei salari, secondo un’indagine della CGIL , ha subito negli ultimi 5 anni una perdita secca di  1.210 euro, che sommati alla mancata restituzione del  fiscal drag , pari a 686 euro,  arriva  a 1896 euro all’anno.

Se poi consideriamo i mancati rinnovi contrattuali,  le pensioni sempre più misere, la chimera del lavoro per i famosi “bamboccioni”,  sfido chiunque a preventivare folli spese per le prossime feste.

 

Il dipinto "Tosatura" è di  Piero Masia